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Lungo il Giordano

Madaba, Monte Nebo, Betanìa

sunny 30 °C
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La strada che conduce a Madaba, verso sud, si apre tra campi di angurie e pomodori. I coloratissimi braccianti sembrano essere già al lavoro da ore, con pile di cassette di legno accatastate lungo i campi. Le donne con i loro fazzoletti annodati, portano sul capo ceste cariche di frutta, mentre uomini assonnati all'ombra di palme e ulivi rivendono la merce ai bordi polverosi della strada. Il sole è già alto e l'aria è afosa, densa, irrespirabile.

A Madaba voglio visitare il mosaico della chiesa ortodossa di San Giorgio, un'enorme mappa risalente al sec. VI D.C. , raffigurante la Terra Santa, dal Libano al Delta del Nilo. Il mosaico è vasto, occupa quasi metà della chiesa, e vi sono raffigurate tutte le città più importanti dell'epoca, da Gerico a Betanìa, dove Giovanni battezzò Gesù. La mappa, che serviva durante le funzioni per coinvolgere maggiormente i fedeli nella narrazione dei testi sacri, ha un importante valore scientifico, perché dimostrerebbe che l'ingresso a Gerusalemme fosse in realtà da un altro lato della città. Recenti scavi hanno dimostrato la veridicità dell'informazione, ritrovando a 4 metri sotto il suolo, l'originale pavimentazione.

La visita a Madaba fa parte di un mio breve itinerario lungo alcuni dei luoghi sacri dell'Antico e Nuovo Testamento, tra Giordania e Palestina. Per quanto io non sia credente, la figura di Gesù mi ha sempre incuriosita: le tesi che ruotano attorno alla sua figura, le rivelazioni degli scritti apocrifi, le prove più o meno scientifiche della sua esistenza. Mi affascina anche capire come alcuni eventi, con una probabile spiegazione scientifica, siano stati rivisti in chiave soprannaturale, influenzando la vita di milioni di persone perché definiti in un libro di ispirazione "divina". Non confuto i principi della Bibbia ma mi interrogo su alcuni luoghi ed eventi, dall'Arca di Noé alla separazione delle acque del Mar Rosso, dalla distruzione di Sodoma e Gomorra ai miracoli di Gesù. In fondo, viene da chiedersi quanto sarebbe stata diversa la vita di interi popoli se talune circostanze avessero avuto una spiegazione scientifica.

Uno degli eventi certamente più significativi è la salita al Monte Nebo dove Dio promise a Mosè una terra per il suo popolo, gli ebrei.

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Il Signore disse a Mosè: "Da' questo ordine agli Israeliti e riferisci loro: Quando entrerete nel paese di Canaan, questa sarà la terra che vi toccherà in eredità (...) Questo sarà il vostro paese con le sue frontiere tutt'intorno. (...) Sali su questo monte degli Abarim, sul monte Nebo, che è nel paese di Moab, di fronte a Gèrico, e mira il paese di Canaan, che io dò in possesso agli Israeliti. Tu morirai sul monte sul quale stai per salire e sarai riunito ai tuoi antenati. (...) Tu vedrai il paese davanti a te, ma là, nel paese che io sto per dare agli Israeliti, tu non entrerai!".

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Secondo gli eventi narrati nella Bibbia, Mosè morì proprio sul monte Nemo e qui fu sepolto.

Vi salgo anch'io, in religioso silenzio.
Sulla spianata, leggo brani tratti dal Deuteronomio.

Un gruppo di giovani nigeriane si avvicina intonando canti gospel, trascinando in un vortice di suoni e colori anche un gruppo di suore indiane intente a pregare in ginocchio davanti alla basilica. È subito festa.

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Pochi chilometri più avanti, tra campi di beduini e campi profughi, raggiungo Betanìa Oltre il Giordano. Secondo la Bibbia, Gesù venne qui per farsi battezzare da Giovanni.

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In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: "Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?"

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Incontro due ragazzi etiopi e un beduino. Insieme visitiamo il luogo sacro. Il Giordano si è ridotto tantissimo nel corso dei secoli, soprattutto a causa degli impianti di irrigazione dei campi costruiti dagli Israeliani, ci spiega la guida. Non è più un fiume da attraversare in barca, come ai tempi di Gesù ma poco più di un torrente dalle acque dense e verdastre.

Alziamo lo sguardo.
Siamo a pochi metri dal confine tra la Palestina e la Giordania. Qui vengono in migliaia ogni anno per farsi battezzare, in un luogo ritenuto sacro per diverse religioni. Nonostante la sacralità del luogo, la polizia ci tiene puntati i mitra addosso, da lontano, quasi fossimo pericolosi criminali. Di recente, il Governo giordano ha appena approvato la costruzione di tre nuove chiese proprio a Betanìa, ci spiega la guida. Intorno, però, continuano a sorgere campi per i profughi siriani. Tende sudicie, tra animali e discariche a cielo aperto.
Una terra piena di contrasti, e non è questo quello che il mio Dio vorrebbe, se esistesse.

Riparto lungo il Mar Morto. È quasi il tramonto. Sosto per una notte in un albergo in collina dal quale ammiro malinconica l'ultimo calar del sole.

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Posted by Marina_Calypso 23:32 Archived in Jordan

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Comments

"In fondo, viene da chiedersi quanto sarebbe stata diversa la vita di interi popoli se talune circostanze avessero avuto una spiegazione scientifica." Già.

by Fabio

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