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Istanbul

4 °C

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Mi manca.
Anche il solo pensiero che, da qualche parte, vi sia un luogo di pietre stellate, in cui una donna corpulenta riversa bolle di sapone sui corpi sdraiati tra i vapori, sul marmo rovente. Corpi graffiati, stanchi, desiderosi di mani che curino e ripuliscano la pelle e l'anima, con minuziosa dovizia, dall'indifferenza di mesi senza amore;
Che esista un luogo chiamato Eminönü; e basterebbe che un uomo mi sussurrasse all'orecchio quel nome -"Incontriamoci, se vuoi, al tramonto ad Eminönü"- per farmi innamorare, anche se non ci sono più i gabbiani in cielo, anche se il colore degli occhi ha già preso il riverbero delle barche riflesse nel buio del Bosforo, anche se la sera si è popolata di estranei che passano veloci, urtandoci con i loro ombrelli. Ma le sirene dei traghetti si sentono ancora, e le onde anche quelle le sento; se chiudo gli occhi, sento anche il profumo del mare, dei taxi arrabbiati, del cumino pungente, delle mani che avvolgono calde.
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Mi manca.
Che vi sia cibo caldo per strada: pane al sesamo, pannocchie arrostite, castagne, panini col pesce fritto agli angoli di un marciapiede, cozze ripiene di riso al bazar, un caffè, una tazza di tè per favore, con lo zucchero, due zollette, lo vorrei dolce, molto dolce, dolcissimo per cortesia. Così basta. Grazie. No, no, no. La dolcezza non basta mai.
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Che via sia olio di rose che brucia nelle chiese armene. E incenso di ambra nelle moschee. E due uomini bruciano cassette di legno al mercato del pesce di Galata, sotto la neve, per scaldarsi. E qualcosa brucia dentro. Scoppietta, riscalda la notte quando il muezzin, i gabbiani, i bambini che giocano per strada tacciono tutti e le radio che trasmettono musica pop sono già tutte spente, e sono rimasta soltanto io, sulla collina Sultanahmet sotto la neve e vado canticchiando stonata le sole parole che ricordo di quella canzone: adımı kalbine yaz beni unutma.
Scrivi il mio nome sul tuo cuore e non dimenticarmi.
Istanbul ❤️
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Posted by Marina_Calypso 10:29 Archived in Turkey Tagged istanbul

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Comments

Sia il testo che le foto ispirano malinconia, come se fossi appena tornata da questo viaggio e già sento la lontana dalla città, dai suoi suoni, dai suoi odori e colori, ma soprattutto dai suoi bambini.
A presto Istanbul.

by silvia

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